Articolo aggiornato il 20 gennaio
Grazie a Renato C. della ML “Parole in viaggio”
Ho vissuto questo raduno con una attesa di dubbi che mi ha portato a decidere di non andare, poi, vorrei quasi dire per fortuna, dopo aver preso quella decisione, ho avuto un motivo famigliare che mi avrebbe comunque reso impossibile esserci a prescindere dalla mia decisione presa in precedenza. E ieri guardavo fuori dalla mia finestra il muro di nebbia che avvolgeva il mio paese nelle ore che mi avrebbero visto sulla strada del ritorno, non so da dove l’avrei trovata, non so per quanti km mi avrebbe accompagnato, ma io che di solito non ho paura di nulla in auto e ho guidato in condizioni disastrose, ieri ho guardato quella nebbia con soddisfazione essendo dietro la finestra di casa mia, ben sapendo che era soltanto un ulteriore alibi per dire a me stesso che mai decisione è stata più giusta.
Mentre ero a casa domenica scorsa, mi arrivavano sms e telefonate che mi informavano sull’andamento della giornata radunante… le più erano telefonate preoccupanti per le condizioni che si stavano trovando ad affrontare, persone di solito molto pacate e riflessive, per cui ancora di più capivo e mi colpiva il loro disappunto.
Mi veniva in mente un particolare, conoscevo il Palafiuggi, so che si trattava di una struttura posta, si può dire, in centro a Fiuggi, vicina alla vecchia stazione del trenino che ora è stazione dei pulman e soprattutto vicina agli alberghi cittadini. Si tratta di una struttura molto ben attrezzata e molto modulare, inserita in un contesto di vivacità, visto che le terme annesse sono aperte tutto l’anno e che la via dove si trova è una via di passeggio.
L’improvviso cambio di location mi ha sorpreso, l’ultima volta che sono stato a Fiuggi è stato nell’agosto scorso, in realtà ci sono stato per un gelato. Un solito agosto dove tutto a Fiuggi è in piena attività. Mi ricordo che negli anni scorsi, quasi una decina a dire il vero, nei mesi estivi ero andato a fare un giro nel parco delle terme Anticolane, un parco bellissimo posto sulla cosidetta superstrada un po’ prima di arrivare in paese, un parco di grandi alberi e di aiuole fiorite, di fontanelle e di viali ombrosi… non ricordavo proprio che c’era un palasport.
Già, quel parco e quelle terme d’inverno che io sappia sono chiuse, tutto è un po’ lasciato a sé stesso in attesa della stagione estiva, sono passati un po’ d’anni dal mio ricordo, ma mi pare che ancora tutto sia come prima. Forse ora in più c’è il palasport e un campo da golf… se sbaglio corregetemi.
Quando ho sentito il cambio di location sono allibito, ho pensato che se tutto era come un tempo, quel posto di comodità in inverno ne aveva proprio poche, e allora perché quel cambio repentino? C’era forse un’altra manifestazione al palafiuggi, prima destinazione del raduno? Oppure semplicemente il palaterme costava meno? Mi viene da pensare alla risposta che la sign. Barattolo ho letto che ha dato ad una ragazza che più o meno è stata questa: “ è troppo difficile trovare in inverno soluzioni con le sedie che siano poco costose”. Preferisco non commentare questa frase, dico solo che se il raduno è come sempre l’ultimo pensiero di Clab, ci si troverà sempre a farlo in periodi invernali e quindi difficili perché i palasport sono impegnati in altre manifestazioni… non è poi così difficile prevederlo.
E i messaggi scritti e vocali che mi arrivavano confermavano tutto quello che avevo immaginato, ma che avevo dentro di me sperato tanto che fosse sbagliato.
Perché quando sei nel deserto non hai molto altro da fare che accettare quel che trovi senza nessuna possibilità di scegliere come gestirti la giornata, così mi viene in mente una lettera che ho letto in cui un ragazzo affermava che sarebbe bastato stare un po’ più in paese e accontentarsi dell’80° fila per non avere disagi e un’altra ragazza che rispondeva, ma se il pulman mi scarica davanti al palasport in pieno deserto, come ci andavo in paese? E cos’altro potevo fare se non mettermi in fila sperando di trovare un po’ di confort una volta entrata? Concludeva dicendo che avrebbe preferito anche lei stare in 80° fila piuttosto che in 30° come le è successo, se questo le avrebbe dato modo di avere un po’ di confort in più. E invece dentro non c’era niente, allucinante!
Seduti a terra, giovani e anziani, donne in gravidanza e persone ben più anziane di Claudio, persone che magari avevano impedimenti fisici permanenti o meno.
Questa ragazza credo abbia toccato un altro punto chiave, se ben ricordo da quel punto in paese ci saranno almeno due chilometri, è posto in una zona bellissima d’estate, ma isolata e quasi abbandonata d’inverno, penso a chi si è trovato con i mezzi pubblici a dover scendere dal centro del paese dove era alloggiato in albergo, come avrà fatto? Spero ci fosse un mezzo pubblico almeno, perché di alberghi lì vicino non ce ne sono e se non hai il passaggio di un’amico credo se la siano vista proprio brutta. penso ad un’amica che ha qualche problema fisico che gli dà problemi a camminare per lungo tempo.
Entrati nel palasport e fatti i conti con la prima sorpresa negativa del posto, i messaggi che mi arrivavano erano di litigate per il posto, di persone che venivano letteralmente calpestate, di pavimento ormai inzuppato con quello che ne conseguiva. Infondo capisco il disappunto di chi fa ore di fila e poi trova posti occupati da persone a cui qualcuno ha tenuto il posto, non c’è un biglietto, tutti dovrebbero avere gli stessi diritti e l’unica precedenza dovrebbe farla la fatica che si è sopportata per far la fila, con le dovute eccezioni comprensibili che immaginiamo tutti, ma purtroppo spesso i posti sono per baldi giovani o balde ragazze che se hanno dormito un’ora in più a casa loro, sarebbe stato giusto rimanessero dove il loro orario di arrivo le avrebbe relegate.
Una mia amica con il suo gruppetto di persona ha preferito lasciare il suo posto e spostarsi molto più indietro per non rimanere coinvolta nella ressa e nelle litigate.
Contestazioni forse incivili, ma non è facile farsi sentire e l’esasperazione era davvero tanta, sentivo i miei amici molto arrabbiati e non sono certo persone che si abbandonano a scenate, ho letto del lancio dei tappetini, quello mi sembra troppo, ma ogni altro modo di farsi sentire credo sia stato giusto.
Perché il raduno non è un concerto qualunque, è un giorno di festa e se questa è l’organizzazione, fare festa diventa difficile se non pericoloso. Non si può giustificare un simile disagio pensando e credendo che i Clabber alla fine davanti alla solita grande performance di Claudio dimenticano tutto.
Siamo soci che non contiamo niente, che non abbiamo nessuna possibilità di decidere, va bene, ripetiamo sempre le solite cose sapendo benissimo che tanto non cambierà niente, dentro Clab sappiamo che di legale non c’è niente o quasi, ma forse per questo, per questa cosa per cui dobbiamo solo subire e non possiamo nemmeno dire che chi organizza non è all’altezza, visto che ci mette a disagio e magari in pericolo, visto che non possiamo scegliere da chi farci organizzare, credo sia comprensibile se questo disagio si manifesta.
Ma vi domandate se in quella situazione qualcuno si fosse fatto male, se qualcuno per un qualunque spostamento, per andare in bagno o per salutare un amico avesse calpestato o semplicemente urtato un altro che si fosse,che so, rotto un braccio, chi avremo –avreste- dovuto ringraziare? E senza nemmeno poter dire facciamo cambiare mansione a quell’organizzatore? Avremmo semplicemente detto che il colpevole era chi ha calpestato, scavalcando magari per andare in bagno una selva di persone sedute e tutto sarebbe rimasto uguale, con buona pace di chi non ha tenuto in nessuna considerazione che quella era una situazione di disagio estremo non in un concerto, ma bensì nel raduno di una associazione di cui noi siamo –saremmo- i soci.
All’uscita sentivo tanto appagamento da parte dei miei amici per quello che poi Claudio ha dato, ormai non mi sorprende che riesca sempre a sorprenderci in queste occasioni, quasi come se sapesse che l’impegno emozionale e professionale che dà è l’unica carta che può giocare in un simile contesto, quando risposte vere a quelle situazioni non ne ha.
Sono contento per quelle persone che nonostante tutto, nonostante i disagi di ore di viaggio e di ore di attesa in condizioni scomode, alla fine hanno mantenuto soprattutto l’impressione ricevuta da un Claudio generoso e capace di elevare emozioni sopra il mare in burrasca, almeno sono stati ripagati dei disagi da quello che poi hanno ricevuto.
Ma permettetemi di dire da parte di uno che il raduno non l’ha visto, che letto dal di fuori, dai racconti, letto dalla parte della semplice cronaca e non sotto i fumi emozionali che la classe di Claudio dal punto di vista della sua professionalità riesce a dare, ciò che ne esce è davvero sconfortante, un raduno preoccupante per una approssimazione che sembra proprio frutto di un totale smarrimento di un interesse costante verso Clab e i Clabber da parte di chi lo gestisce e frutto di un totale disinteresse nei confronti delle più elementari misure atte a far sentire i Clabber almeno un po’ considerati nelle loro primarie esigenze.
Claudio ha detto riferendosi ai Clabber che questo è un paese difficile da governare per chiunque… io credo che questo sia un paese che in tante cose si manifesta migliore di chi ci governa e credo che i Clabber in realtà siano mediamente migliori di chi governa Clab.
Se lo ricordi Claudio, che molti di quei Clabber che lui ha detto ingovernabili, hanno fatto ore di viaggio, han preso ferie, hanno speso soldi e fatto ore di fila sotto la pioggia senza niente che mitigasse il disagio della fatica e dell’attesa per andare a Fiuggi e sentirsi dire che siamo un popolo ingovernabile.
Mi domando, ma non sarebbe meglio organizzare il raduno sempre nello stesso periodo e sempre nello stesso posto? Ma non sarebbe molto più semplice per tutti?
Un caro saluto a tutti, è vero, io non c’ero e forse non dovrei parlare, ma la sensazione vista da fuori al netto dell’emozione che ha provato chi ci è stato, è quella del peggior raduno che sia mai stato fatto.
Renato.
Aggiornamento…
Mi viene un pensiero, una cosa sulla quale potremmo riflettere e dalla quale potrebbe nascere un’idea per Clab.
Ve la dico così, elementarmente come sono capace.
Se ci fosse una iscrizione a Clab che dia solo accesso a informazioni e ai servizi che prima o poi spero che Clab fornisca, butto li una cifra, 20€ e poi a questa si aggiungerebbe il prezzo di un biglietto per un concerto riservato ai soli soci iscritti e che garantisca il concerto in un periodo certo dell’anno e in un posto certo, diciamo una ulteriore cifra sui 30€, non sarebbe un’idea da prendere in considerazione?
Ci sarebbe in effetti un aumento del costo per chi partecipa al concerto a fronte di un miglior servizio e condizioni relative al posto dove dovrebbe essere fatto.
Ci sarebbe un risparmio per chi poi non avrebbe la possibilità di poter andare al concerto.
Naturalmente bisognerebbe che l’iscrizione di base venga fatta in un periodo ben definito, in modo che ci siano date certe sia per l’iscrizione che per il concerto.
Dai, giusto per lanciare un’idea.
Renato.
x Alessandra Sassari: Hai scritto sotto un altro articolo: http://lnx.ancorassieme.net/2010/01/17/direttamente-dal-pala-terme-di-fiuggi/
CArissimo Renato sono d ‘ accordissima con te se solo Claudio sarebbe uscito e avrebbe ascoltato i nostri malumori nessuno lo avrebbe insultato far volato addosso cuscini ecc… i body guard erano molto scortesi ancora prima ke iniziasse il raduno!!!! la colpa è della organizzatrice ke proprio nn ci sa fare!!!!!!!!!!!!!!!! penso ke sai a ki mi riferisco………
ciao Roberta
come mai il mio commento e’ stato eliminato?
Sono ancora piena di lui e mentalmente lo sto ancora ringraziando. Non so se qualcuno al mondo riesce a stare sopra ad un palco per 6 ore e dare tutto quello che ci dà lui. Sono stata 3 ore seduta e 3 ore schiacciata in terza fila,ma chi se ne frega ne è valsa assolutamente la pena. ( non sono una ragazzina e arrivavo da Milano) Non sono certo una che si mette a fare la fila alle 7 della mattina per entrare idrofoba a mezzogiorno,infatti io non troverò mai un posto in prima fila. Secondo me le sedie semplicemente sono state tolte perchè noi eravamo più numerosi. La sicurezza invece di starsene protetta dietro al muretto, dovrebbe scendere in pista e cominciare a lavorare a dovere. Se nessuno si fosse alzato in piedi al suo ingresso,se nessuno avesse fatto il furbo piazzandosi davanti a chi ne aveva più diritto non sarebbe successo nulla. Se fossi in Claudio cambierei lo statuto di Clab, niente più soci, solo iscrizioni a pagamento e nessun potere decisionale per noi. Magari dimezzerebbe gli iscritti, ma resterebbero solo chi gli vuole bene e non accampa diritti Ciao a tutti.
x Gaby:se tu sai il vero motivo per cui è succeso tutto ciò,ce lo dici perfavore?
Grazie
Secondo me prima di tutto avrebbe dovuto scusarsi il vero responsabile. Era in dovere di spiegarci il perchè siamo dovuti stare in quel posto e in quelle condizioni. Non lanciare Claudio nell’arena, in balìa dell’ira funesta dei fans…non mi è sembrato giusto.
Hai detto bene ma il problema è che forse Claudio non saprà mai di questi nostri disagi e di tutti i sacrifici che “il suo popolo” (come lui ci ha chiamato) fa! Io personalmente sono partita domenica alle ore 0,40 con pulman e sono rincasata lunedi mattina alle 5,20. Siamo arrivati a Fiuggi verso le 9,30 siamo stati in fila fino alle 13 circa sotto il diluvio e il freddo e poi entrati….sorpresa !!!!! niente posti a sedere,niente ristoro solo dei magri tramezzini e una macchinetta casalinga x il caffè !!!! Insomma penso che meritavamo un qualcosa di più !!!!!! Poi per quanto riguarda lui nienta da dire è riuscito a farci passare il malumore e a darci tantissime emozioni !!! Ciao !!
Io dico solo che prima di sparare sentenze e scrivere cose che possono essere giuste o sbagliate, si debba sapere il vero motivo per cui è successo tutto ciò. Penso che sarebbe più giusto….
Hai detto bene,non c eri’quindi sarebbe piu opportuno che a parlare fossero altre persone.
Ciao Renato,anche se non eri al raduno a Fiuggi,sei riuscito perfettamente a cogliere gli aspetti più salienti di quella sitazione!Sono d’accordo con te in tutto e mi chiedo,ma non si può fare in modo che Claudio possa almeno leggere questa tua lettera che di sicuro condividerebbero tutti i clabber?
Forse lui non si è nemmeno reso conto delle nostre difficoltà,perchè non ha mai vissuto il raduno dal nostro lato,se invece di fare “il vigile urbano” da sopra al palco fosse sceso tra la gente e parlato con qualcuno di noi, forse avrebbe potuto rendersi conto delle nostre difficoltà dopo aver affrontato un viaggio,speso soldi e per di più fatto ore di fila sotto la pioggia!!!!
Grazie per aver interpretato al meglio i nostri pensieri….
Ciao
Angiola